lunedì 19 marzo 2018

Vegetazione e Dee

Uno dei complessi più frequenti e persistenti è questo: Grande Dea-vegetazione-animali araldici-servi. La presenza della Dea accanto a un simbolo vegetale conferma il significato dell'albero nell'iconografia e nella mitologia arcaiche:

La fonte inesauribile della fertilità dell'Universo. 

Nella civiltà pre-ariana della valle dell'Indo, che gli scavi di Harrappa e di Mohenjo-Daro han posto in piena luce.
La consubstanzialità della Grande Dea e della vegetazione è rappresentata sia per associazione: Dee nude - di tipo Yaksim - accanto a un "Ficus religiosa", sia per mezzo di una pianta uscente dai genitali della Dea.
Le effigi rappresentanti il "Ficus religiosa" sono piuttosto numerose, e così quelle che rappresentano la Grande Dea nuda, tipo iconografico comune alla civiltà calcolitica afrasiatica, fino all'Egitto.

L'albero sacro è circondato da un recinto.
Talvolta una Dea nuda vi sta fra due rami di "Ficus religiosa" che crescono in mezzo a un circolo.
Lo spazio iconografico indica con precisione il valore sacro del luogo santo e del "centro".

Grande Dea - Albero della Vita.

L'associazione Grande Dea-Albero della Vita era nota anche in Egitto.
Un bassorilievo rappresenta Hathor entro un albero celeste (indubbiamente l'albero dell'immortalità) che dà da bere e da mangiare all'anima del morto.
Gli assicura la continuità della vita, la sopravvivenza.
Serie parallela è quella della Dea del destino, seduta sui rami bassi di un albero enorme, simboleggiante il cielo. Sui rami secondari di questi rami sono scritti i nomi dei Faraoni e il loro destino.
Lo stesso motivo si trova nelle credenze popolari altaiche (dei Jakuti, eccetera).
Ai piedi dell'Albero della Vita, che ha sette rami, si trova "La Dea delle Età".
Stessa associazione mitica e cultuale in Mesopotamia.
Gilgamesh incontra in un giardino un albero miracoloso e, accanto a esso, la divinità Siduri (cioè la "fanciulla"). In realtà, secondo Autran, Gilgamesh l'ha incontrata accanto a una vite. La vite veniva identificata dai paleo-orientali con "l'erba della vita".
Quando parliamo del segno sumerico per la "vita" dobbiamo ricordare che in origine era un pampino.

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