mercoledì 3 maggio 2017

Ansia cos'è? Perché viene?

L'ansia!


Un disturbo molto diffuso, si stima che un italiano su 4 ne soffra anche se le stime non sono facili da fare.

L'ansia è un disturbo non facile da diagnosticare anche per una mancanza di cultura della gente che spesso, molto spesso, collega l'ansia alla pazzia.

Per questo molte persone faticano ad ammettere o non ammettono proprio di avere l'ansia.

L'ansia è strettamente collegata alla depressione, spesso l'ansia può portare alla depressione e spesso chi soffre di depressione può iniziare ad avere disturbi legati all'ansia.

È una malattia subdola che non sempre è facile da gestire. È molto invalidante e può portare all'isolamento totale di chi ne soffre rendendo impossibile compiere ogni attività.

Ad esempio per chi soffre di ansia anche solo andare a fare la spesa potrebbe essere un problema insormontabile.

L'attacco di panico è una manifestazione dell'ansia.

L'ansia ha moltissime manifestazioni, l'apprensione, il panico, disturbi gastrointestinali etc...

L'ansia può essere anche positiva ad esempio quando si inizia un nuovo lavoro e si vuole dare il meglio di se, o quando conosciamo qualcuno che ci piace e vogliamo lasciare una buona impressione.

L'ansia che “prende” in questi casi, è un ansia che ci porta una maggiore consapevolezza, sarebbe più utile parlare di Paura.

Invece, dall'altro lato, l'ansia diventa una vera e propria malattia quando non ci sono motivi reali e concreti per essere in apprensione o provare paura o comunque quando l'intensità e la durata dello stato d'allarme sono sproporzionati rispetto alla situazione.

Potremmo dire che si parla di ansia quando non esiste una spiegazione razionale dei propri timori.
Ci sono casi, gravi, in cui si rimane paralizzati, incapaci di lavorare o svolgere le attività che si svolgevano nella propria vita quotidiana.

Generalmente non è facile definire il confine tra ansia normale e ansia patologica.

Spesso chi soffre di ansia inizialmente inizia a rifugiarsi nel lavoro o a tenere la testa impegnata per non pensare anche se ben presto questo modo di fuggire non dura molto e ben presto l'ansia si manifesta in maniera più forte.

L'ansia chiede di essere ascoltata, molti sostengono che sia un accumulo di energia non sfogata che va fatta uscire, per questo uno dei modi per sfogare gli stati ansiosi è fare sport, andare a camminare, andare a correre.

Vediamo come possiamo distinguere l'Ansia positiva da quella Patologica.

Ansia Normale:

-Ha una durata limitata
- la sua intensità è proporzionale al problema da affrontare.
-Si soffre poco, o per niente
-Le capacità lavorative, l'efficienza personale e i rapporti con gli altri non vengono compromessi.
Ansia Patologica:
- Si protrae per molto tempo
-La sua intensità è molto superiore al problema da affrontare ma non si riesce a tranquillizzarsi
-Si ha una sensazione molto forte di sofferenza, anche fisica.
-Si fa un enorme fatica a svolgere i propri normali compiti.

Cerchiamo di capire da dove arriva l'ansia.

Ci sono, come dicevo anche prima, diverse correnti di pensiero che spiegano l'ansia.

La teoria Psicoanalitica dice che l'ansia è una rappresentazione del dramma della nascita.

Un conflitto interno radicato nell'inconscio, questo è quello che la psicanalisi dice dell'ansia.
Per risolverla al meglio è quindi necessario scoprire le radici profonde del suo essere.

È una condizione comune a tutti gli uomini, insorge fin dal primo momento in cui il neonato piange.
Secondo gli psicanalisti con la nascita ogni neonato sperimenta l'abbandono, la paura, la perdita delle certezze e manifestano molti sintomi di un attacco d'ansia.

Gli manca il respiro, il cuoricino inizia a battere all'impazzata.

Se il bimbo potesse esprimersi probabilmente direbbe che vive due emozioni molto in contrasto tra loto..

La paura di venire al mondo e che uscire allo scoperto potrebbe portarlo alla morte e il desiderio di liberarsi da quella prigione che sembra soffocarlo.

Così sperimenta due delle più comuni sensazioni dell'ansia.

La claustrofobia (Paura dei luoghi chiusi) e l'agorafobia (paura dei luoghi senza confini)
Il dramma della nascita lascia un impronta indelebile per tutta la vita.

Da adulti, in occasione di un cambiamento, si sperimenterà di nuovo questo rinascere uscendo cioè da una situazione, uno spazio, conosciuto e protetto per affrontare qualcosa di ignoto.

Le sensazioni inconsce provate al momento del parto riemergono. Anche i sintomi fisici che accompagnano la paura del nuovo sono gli stessi provati dal neonato.

Tachicardia, respiro affannato, senso di oppressione.

Un'altra teoria, quella comportamentale, attribuisce l'ansia al dramma della separazione.

Secondo questa corrente di pensiero l'ansia è il risultato di esperienze negative sperimentate nel corso della vita.

Nel 50% dei casi, circa, gli adulti che soffrono di attacchi di panico hanno vissuto una storia di separazione durante l'infanzia.

Oltre però ai traumi infantili l'ansia può derivare dall'accumularsi di esperienze negative vissute nell'età adulta.

Ad esempio la perdita di una persona cara, il licenziamento, una delusione sentimentale.

Tutte queste sensazioni possono generare grande apprensione e un pessimismo innato nei confronti della vita, degli altri e di se.

La teoria sociologica attribuisce all'ansia la correlazione con il dramma da cambiamento.

Il dilagare di alcune forme ansiose è dovuto anche alle modificazioni delle condizioni di vita che abbiamo oggi nelle nostre società, industrializzate e caotiche.

Infatti, a differenza della tranquillità di un tempo, oggi la competitività, la minaccia costante di guerre, attacchi terroristici non ci lasciano rifugi sicuri in cui stare e ci lasciano al contrario un forte senso di smarrimento e inadeguatezza.

IL continuo, incessante e frenetico sviluppo di nuove tecnologie rende spesso le competenze i un tempo superate e ci costringono ad adeguarci al progredire delle cose.

Anche i gesti quotidiani più semplici sono cambiati, con l'avvento della tecnologia e questo aumenta di molto i livelli di ansia che proviamo ogni giorno.

Un altro fattore sono i viaggi in macchina per andare al lavoro, gli aerei, il pendolarismo. Minano il nostro senso di appartenenza ad un luogo portando con loro senso di estraneità.

Anche i tg ogni giorno ci parlano di catastrofi ambientali, terroristiche, malattie e guerre e questo aumenta nel nostro inconscio la paura che prima o poi anche noi verremo coinvolti in queste sciagure e ci mettiamo così in uno stato di allerta costante.

L'ultima ipotesi è quella Biologica, sembra essere tutta colpa di una molecola che abbiamo nel nostro corpo.

Alcuni studi scientifici molto recenti hanno dimostrato che l'ansia ha una base fisico biologica.

Gli scienziati sono riusciti ad isolare una molecola molto piccola che è presente nel corpo umano
la DBI (Diazepam Binding Inibitor) una piccola molecola capace di scatenare l'ansia.

Rimane però da capire quale sia il meccanismo che fa scattare l'ansia producendo una quantità eccessiva di questa molecola.

Potrebbero essere i pensieri o le emozioni.

Con ogni possibilità ognuna delle quattro ipotesi potrebbe essere quella giusta.

Il bagaglio genetico, le esperienze al momento della nascita, le esperienze della nostra vita, influenzano chi siamo e come stiamo.

L'influenza della famiglia, del lavoro della società, sono tutti fattori da tenere in considerazione.

Nei prossimi articoli analizziamo il panico e l'ansia vedendo quali sono i sintomi e come possiamo contrastarli.

Io stessa soffro di attacchi di ansia e panico. Principalmente in treno, nei supermercati e in macchina, a volte anche mentre cammino ma l'ansia non mi ferma.

A presto.

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