domenica 9 aprile 2017

Correlazione tra Ansia e Traumi



Spesso quando ero più piccola sentivo dire che:
▶ Se soffri di ansia, sei matto, sei traumatizzato...
▶se sei depresso è solo perché sei uno scansafatiche










Oggi invece, dopo ansia e depressione sperimentate sulla mia pelle mi rendo conto di quanta mala informazione, a volte vera e propria ignoranza, vi sia in giro.
La gente è convinta che siamo tutti fatti con lo stampino che se "ce l'ho fatta io possono farcela tutti"
Ma mi viene in mente un proverbio indiano che dice che prima di giudicare qualcuno devi camminare sette lune nelle sue scarpe.
Ed è proprio vero!
Prima di parlare di qualcosa, di qualcuno, dovremmo conoscerlo bene.
Facciamo un esempio.
Due donne perdono un bambino alla stessa settimana di gestazione, fanno lo stesso lavoro, sono sposate e vivono nella stessa città.
La prima donna, la chiameremo Antonella, nel giro di due mesi torna al lavoro, ricomincia a condurre una vita normale sotto tutti i punti di vista.
La seconda donna che chiamiamo Laura, invece, dopo due mesi si trascina come uno spettro, non si lava, non mangia, non lavora più e il suo matrimonio è in crisi.
Come è possibile? Insomma hanno avuto la stessa esperienza.
Molte persone potrebbero pensare che Antonella è forte mentre Laura, che ha iniziato a soffrire di attacchi di panico e depressione è una lagna, svogliata e lamentosa.
Ecco cosa vedono molti da fuori...
Ma in realtà non sanno che Laura ha quarant'anni, è al quinto aborto e non ha altri figli mentre Antonella ha 26 anni, ha una figlia di due anni e una "vita" davanti...
Questo per dire che ognuno di noi ha, dentro di se, dei traumi che non sempre riesce a tirare fuori e che possono far ammalare.
Però è possibile cambiare prospettiva cambiare pensiero... .ed ecco che magari Laura, ci metterà un anno, due o forse meno e tornerà al lavoro, si iscrivera' in palestra e cambierà casa.
Forse sarà anche di nuovo madre.
Spesso è il nostro modo di vedere le cose che ci porta a soffrire.
Ecco perché ho trovato interessante il seguente articolo che trovate anche qui:
I traumi sono la radice della maggior parte dei casi si depressione e ansia. Così afferma uno studio scientifico recente che apre la strada al comprendere come sciogliere questi traumi
Le statistiche sulla depressione in Italia parlano chiaro: sono 1,5 milioni di persone che soffrono di depressione mentre 6 milioni ne hanno sofferto almeno una volta nel corso della loro vita. Secondo le previsioni dell’OMS nel 2020 la depressione sarà la seconda causa di malattiaal mondo. E ‘abbastanza comune inoltre, per chi soffre di depressione, avere anche l’ansia.
Non c’è dubbio che entrambe queste condizioni di salute mentale siano di proporzioni epidemiche, ma la domanda senza risposta rimane “perché? ” La verità è che nella maggior parte dei casi nessuno sa veramente perché alcune persone sono depresse o ansiose mentre altre non lo sono. Molto probabilmente ci sono molteplici fattori in gioco, come l’ambiente e l’alimentazione, ma il fattore principale alla radice può essere proprio l’esperienza di eventi traumatici.
Un trauma è un evento in cui la nostra esistenza si è sentita profondamente minacciata e non è stato in grado di essere gestito così da farci sentire in pericolo e di non avere alcun controllo. Viene vissuto in solitudine e non elaborato dato la sua elevata intensità che sovraccarica il nostro sistema nervoso.
Eventi traumatici alla radice di ansia e depressione
E’ stato fatto un recente studio pubblicato sulla rivista Plos ONE per determinare quale ruolo abbiano sulla salute mentale il rischio familiare, le circostanze sociali e gli eventi della vita, utilizzando indagini completate da quasi 33.000 persone con i loro dati fondamentali. I risultati sono inequivocabili: il più grande motivo determinante ansia cronica e depressione sono eventi traumatici. Fattori minori sono i casi familiari di malattia mentale, il reddito, le relazioni gli altri fattori sociali. Secondo l’autore principale dello studio:
“Mentre sappiamo che la genetica di una persona e le circostanze della vita contribuiscono a problemi di salute mentale, i risultati hanno mostrato che i traumi sono la ragione principale nelle persone soffrono di ansia e depressione. Tuttavia, il modo in cui una persona pensa e si occupa degli eventi stressanti è un indicatore del livello di stress e di ansia. Anche se non siamo in grado di cambiare la storia della famiglia di una persona o le loro esperienze di vita, è possibile aiutare a cambiare il loro modo di pensare e insegnare loro strategie positive in grado di attenuare e ridurre i livelli di stress.
”Bisogna risolvere il blocco emotivo causato dal trauma Questa è la chiave, in quanto significa che non si è impotenti contro la depressione e l’ansia. Piuttosto, è possibile modificare il ruolo che i traumi del passato hanno nel momento presente al fine di rimuovere il loro impatto sulla salute mentale. I farmaci antidepressivi, ovviamente, non faranno nulla per aiutare in questo senso.

La genetica “errata” può favorire la depressione
Il fattore neurotrofico derivante dal cervello (BDNF), è un ormone della crescita chiave che promuove i neuroni sani e la memoria. I livelli di BDNF sono criticamente bassi nelle persone con depressione. Uno dei ricercatori sullo studio svolto nel determinare la connessione tra BDNF e depressione ha osservato: “Ci può essere una componente ereditaria a queste malattie e ha senso che potrebbe essere coinvolta una variante comune in un gene. Proprio come l’ipertensione contribuisce al rischio di malattie cardiache, l’alterazione BDNF aumenta il rischio di disturbi di depressione, ansia e di memoria“.
Una crescente evidenza indica che sia il digiuno sia l’esercizio fisico innescano l’espressione dei geni e dei fattori di crescita BDNF che riciclano e ringiovaniscono i tessuti cerebrali. Il BDNF attiva le cellule staminali del cervello che si differenziano in nuovi neuroni, ed innescano numerose altre sostanze chimiche che promuovono la salute neurale. Forse non è un caso, quindi, che l’esercizio fisico è anche uno dei trattamenti più noti per la depressione.


Che dire dei farmaci antidepressivi?


Il Dr. Mercola spiega:


“Come medico, ho trattato molte migliaia di pazienti depressi. La depressione era in realtà una delle mie principali preoccupazioni a metà degli anni ’80, quando ho iniziato a praticare. Tuttavia, in quel momento il mio strumento tipico di terapia era di usare soltanto antidepressivi. Ho prescritto a migliaia di persone questi farmaci e ho acquisito una discreto livello di esperienza in questo settore. Per fortuna, ho imparato più metodi di trattamento e sono stato in grado di ridurre o eliminare i farmaci. E ‘stata la mia esperienza a supportare che la teoria dello squilibrio chimico è stata solo un’enorme trovata di marketing per supportare l’uso di antidepressivi costosi e tossici. La maggior parte di voi hanno probabilmente sentito che la depressione è principalmente dovuta ad un “squilibrio chimico nel cervello”, e che questi farmaci sono progettati per correggerlo. Purtroppo questa non è una dichiarazione scientifica. Allora,da dove viene? La teoria della serotonina bassa è sorta perché hanno capito come i farmaci agiscono sul cervello; si trattava di un’ipotesi che ha cercato di spiegare come il farmaco potrebbe aggiustare qualcosa. Tuttavia, questa ipotesi non ha retto ad ulteriori indagini. Queste ultime sono state fatte per evidenziare che sia le persone depresse sia quelle non depresse in realtà avevano livelli di serotonina bassi, e nel 1983 l’Istituto Nazionale di Salute Mentale (NIMH) ha concluso: “Non vi è alcuna prova che nei pazienti depressi ci sia qualcosa di sbagliato nel sistema serotoninergico.””
La teoria della serotonina non è semplicemente una dichiarazione scientifica. E ‘una teoria pasticciata – un’ipotesi che si è dimostrata errata. Il fatto che questo errore continua a prosperare è probabile che possa danneggiare la salute di milioni di persone più di quanto non le stia aiutando, perché se si prende un farmaco antidepressivo SSRI che blocca la normale ricaptazione della serotonina, si finisce con il problema fisiologico per il quale il farmaco è stato progettato, cioè bassi livelli di serotonina,che, ironia della sorte, è stato ipotizzato possano portare alla depressione.
Quindi, è importante capire che questi farmaci non sono agenti di normalizzazione. Sono agenti anormalizzanti, e una volta capito questo, si può intuire come potrebbero provocare episodi maniacali, disfunzioni sessuali, violenza e suicidio.
Come riprogrammare il pensiero sugli eventi traumatici
Tornando allo studio originale che ha scoperto che gli eventi traumatici sono il principale fattore determinante per depressione e ansia, ma che il modo in cui si pensa ad essi è un fattore altrettanto determinante, parliamo di come è possibile superare tale ostacolo emotivo. Negli anni sono state sviluppate diverse tecniche, eccone alcune:
EFT. Le Emotional Freedom Techniques sono una forma di digitopressione psicologica basata sugli stessi meridiani energetici utilizzati in agopuntura tradizionale per il trattamento di disturbi fisici ed emotivi da oltre 5.000 anni, ma senza l’invasività degli aghi. Invece, semplicemente toccandoli con la punta delle dita mentre si pensa al proprio problema specifico,che si tratti di un evento traumatico, una dipendenza, dolore, ansia, ecc , viene trasferita l’energia cinetica su meridiani specifici della testa e del torace,mentre a voce alta si dicono pensieri positivi. Questa combinazione di toccare i meridiani energetici ed esprimere affermazione positive lavorano insieme per cancellare il “corto circuito”, cioè il blocco del sistema di bioenergia del vostro corpo, ripristinando così la mente e l’equilibrio del corpo, essenziale per la salute ottimale e la guarigione fisica ed emozionale dalla malattia mentale. Studi clinici hanno dimostrato che la EFT è in grado di ridurre rapidamente l’impatto emotivo dei ricordi e degli episodi che scatenano lo stress emotivo. Una volta che il disagio è stato ridotto o rimosso, il corpo può riequilibrarsi e accelera la guarigione.

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