domenica 20 maggio 2018

Voce del verbo Amore



Amore, una sola parola ma quante sono le immagini che si creano nella nostra testa.
Aprendo il dizionario ne vediamo una definizione:

sostantivo maschile
  1. 1.
    Dedizione appassionata ed esclusiva, istintiva ed intuitiva fra persone, volta ad assicurare reciproca felicità, o la soddisfazione sul piano sessuale: a. casto, platonico, sensuale; un a. appassionato, travolgente; desiderio, tormento d'a.
    • Amore libero, libertà di rapporti sessuali fuori del matrimonio.
    • Fare l'amore, avere un rapporto sessuale.
    • toscano
      Fare all'amore, essere fidanzato.
    • pop.
      L'estro venereo degli animali.
      "essere"
  2. 2.
    Vicenda amorosa o avventura galante.
    "gli a. di Casanova"
    • La persona amata: il primo a. non si scorda mai; estens., anche a proposito di persona graziosa e simpatica (quel bambino è un a.!) o di cosa.
      "quel vestito è un a.!"
  3. 3.
    Inclinazione profonda, basata su un rapporto di parentela o su un'affinità elettiva o su una predilezione rafforzata dalla consuetudine: a. materno, filiale; a. coniugale; a. per la propria famiglia, per i propri amici; a. per lo studio, per gli antichi testi.
  4. 4.
    Nel cristianesimo, l'attributo fondamentale della divinità che ama gli uomini, si fa uomo e soffre e muore per essi, e da parte dell'uomo l'identificazione del prossimo con sé stesso e quindi con lo stesso Dio: l'Amor che move il Sole e l'altre stelle (Dante); Fecemi la divina potestate La somma sapïenza e 'l primo amore (Dante).
  5. 5.
    Desiderio, brama.
    "l'a. del lusso"
  6. 6.
    L'adolescente della mitologia classica, personificazione della passione amorosa, o ciascuno dei suoi compagni.
    "Or te piangon gli Amori... Regina e diva!"
  7. 7.
    pop.
    Amor nascosto, aquilegia.




Se pensiamo alla parola amore tutti noi avremo nella mente un volto, un sorriso, un particolare, una frase una sensazione.
Sono molte le storie, le leggende, i film, i libri che come tema hanno l'amore.
L'amore romantico, l'amore impossibile, l'amore appassionato, l'amore per un figlio, un amante, un amico.

Poche volte però... intendiamo l'amore come qualcosa dentro di noi e per noi.
Siamo abituati a pensare che l'amore sia qualcosa di esterno, da donare e ricevere ma i primi da amare... siamo proprio noi.

Amiamo noi stessi, prima di amare gli altri, meritiamo amore esattamente come lo meritano le altre persone.

Sono poche le persone che si amano prima di amare gli altri, quasi sono una rarità.
La nostra società ci impone di amare gli altri, essere gentili, di amare chi ci sta intorno e ci convinciamo che prenderci cura di noi sia sbagliato, egoistico, inutile, frivolo.
Arriva però un momento nella vita in cui ci fermiamo. Non per tutti è lo stesso momento, per alcuni può essere una malattia, una relazione finita, un cambiamento drastico.
Ci fermiamo e i punti fissi della nostra vita non ci sono più ci troviamo in una sorta di limbo della consapevolezza, siamo immobili mentre intorno a noi si alza un velo che ci permette di vedere le cose come siamo.
Alcuni lo chiamano baratro emotivo, quando sai che hai toccato il fondo, che peggio di così non ci può essere nulla.
A volte rimaniamo immobili per giorni, mesi, magari anni.
Bloccati perchè non sappiamo come fare.
Abituati ad amare gli altri a metterli al primo posto ora.... siamo rimasti soli.
Allora piano piano iniziamo a parlare con la nostra solitudine, ad ascoltarla e cerchiamo di capire come fare.
Ognuno piano piano trova la sua strada.
Qualcuno si coccola dalla parrucchiera, qualcuno legge un libro o inizia a truccarsi, anche solo per stare in casa.

Passa il tempo e le nuove abitudini diventano comportamenti radicati, una sorta di routine.



Mentre ti prendi cura di te e impari a vivere potrebbe succedere una cosa strana.
Potresti renderti conto che sei in una relazione che ti tiene in trappola, in cui tu non ti senti più te stessa o renderti conto che non hai mai capito niente dalla vita, che hai fatto per anni sempre e solo quello che era giusto e mai, o quasi, quello che volevi.
Ed eccoti allora ad un altro bivio.
Ascoltarti, continuando ad amarti o abbassare di nuovo il velo?

Passerai notti insonni, cercando una risposta che sembra non arrivare o non ti soddisfa poi quasi dal nulla o forse no arriverà una persona.
si, una persona, può essere un amica di vecchia data che non sentivi da un po', una nuova amicizia, un uomo, una donna.
Arriverà qualcuno che ti farà capire che devi osare, devi volare e farlo per bene, non accontentarti di quello che dicono o pensano gli altri ma volare alto dove tu, con le tue ali di aquila puoi arrivare.

Arriverà una persona che ti prenderà la mano e ti terrà talmente forte da non farti cadere, da non farti nemmeno avere paura di volare tu che non hai mai nemmeno preso un aereo.

In quel momento ti renderai conto che la parola amore, non è una semplice parola, la parola amore è una sfumatura di mille colori.
Amore è un verbo, un imperativo, amore è la base della tua vita.

Fidati, arriverà davvero la persona che come un balsamo sistemerà tutte le cicatrici che hai, arriverà e penserai... Credevo di sapere cos'è l'amore... poi sei arrivato tu.

mercoledì 16 maggio 2018

My Soul ✿


Gli amici sono quelli che ti aiutano a rialzarti, quando le altre persone neanche sapevano che eri caduto.
Ecco, questo rende bene quello che penso sull'amicizia.
A volte facciamo fatica a fidarci delle persone che non conosciamo o che esulano dal nostro contesto famigliare.
Siamo abituati a dire che siamo figli unici, che non abbiamo fratelli o sorelle fino a che un giorno, senza nemmeno accorgertene arriva una persona che senza chiederti il permesso o senza nemmeno darti il tempo di realizzarlo ti prende e ti stravolge.
Riempie i tuoi silenzi, tiene la tua mano quando hai paura in momenti che prima affrontavi sempre da sola, ti guarda negli occhi e sa cosa provi o cosa pensi.
Lei è quella che in silenzio ti rimane accanto anche quando gli altri se ne vanno o non si interessano di quello che ti accade.
Lei è la sorella che volevi, quella che magari hai o che non hai mai avuto.

Tutti abbiamo bisogno di una persona che con uno sguardo o un messaggio ci renda la giornata migliore e anche di qualcuno che ci prenda per mano e ci dica.

"Ehi, vieni, ti insegno io a guardare quanto sei bella"

Epigenetica, Epi che???




Terapia Epigenetica, una svolta ? 
Credo esista da millenni questa cosa del curarsi...forse prima non si conoscevano i geni e veniva chiamata in maniera diversa... che grande potere abbiamo in noi... ♥
L’attività fisica
I tipi di relazioni che abbiamo con le altre persone
I nostri pensieri
Le nostre credenze
Lo stress
Il nostro stato emotivo
La Società Americana per il Cancro ha pubblicato una statistica che afferma che il 60% dei tumori sono evitabili, cambiando stile di vita e dieta. Infatti solo il 5% dei cancri hanno a che vedere con l’ereditarietà e i geni, mentre il 95% dei cancri in effetti non ha nessuna connessione coi geni.
Contrariamente a quanto ci è stato insegnato, oggi la scienza dimostra che non siamo vittime dei nostri geni ma che è l’ambiente in cui decidiamo di vivere che ha un vero impatto sulla nostra vita e su quella degli altri. Le nostre credenze, emozioni e pensieri, oltre al cibo, possono quindi cambiare la nostra biologia. Abbiamo il potere di guarire noi stessi, aumentare i nostri sentimenti di autostima e migliorare il nostro stato emotivo.
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L'articolo originale è qui : https://www.dionidream.com/terapia-epigenetica/
Quale potere hai sulla tua salute? Fino alla scoperta dell’epigenetica, si credeva che la nostra aspettativa di vita e le malattie di cui avremmo sofferto fossero scritte nel nostro DNA e che quindi non potevamo migliorare o peggiorare di molto quello che già era stabilito alla nascita.
L’epigenetica è quella scienza che si è sviluppata negli ultimi 15 anni che mostra che i geni del nostro DNA sono attivati e disattivati dall’ambiente. E’ l’ambiente quindi decide la nostra salute e per ambiente intendiamo
I cibi che mangiamo
Le cellule possono scegliere di leggere o non leggere il modello genetico in base ai segnali ricevuti dall’ambiente. Quindi avere un “programma di cancro” nel nostro DNA non significa automaticamente saremo destinati a contrarlo. Questa informazione genetica può essere disattivata se il nostro ambiente è tale da non attivarla e quindi ecco quanto enorme è il ruolo del cibo e dei pensieri, atteggiamenti e dalle percezioni!
Siamo noi a decidere la nostra salute
Quello che fino ad alcuni anni fa era “il dogma centrale” della biologia molecolare era che le informazioni biologiche vengono trasferite in sequenza e solo in una direzione (dal DNA all’RNA alle proteine). Questo dogma centrale conduceva a credere in un determinismo assoluto, che lascia assolutamente incapaci di fare qualsiasi cosa per la salute del corpo; è tutto guidato dal codice genetico con cui si è nati. Il problema principale con credere al mito che i geni controllano la vita è che si diventa vittima dell’ eredità genetica. Dal momento che non è possibile modificare i geni, significa in sostanza che la vita è predeterminata, e quindi si ha ben poco controllo sulla propria salute.
Per nostra fortuna gli scienziati hanno completamente distrutto questo dogma e provato che è falso. In realtà abbiamo un controllo enorme su come vengono espressi i tratti genetici, per esempio attraverso come si pensa, ciò che si mangia e le relazioni in cui si vive.
Nel 1990 è stato lanciato il Progetto Genoma Umano ed è stato completato nel 2003. La missione era quella di mappare tutti i geni umani e le loro interazioni, per averla come base per la cura di qualsiasi malattia. In realtà non solo hanno scoperto che il corpo umano è costituito da un numero molto minore di geni di quanto si stimava, ma hanno anche visto che questi geni non funzionano come previsto.
Già John Cairns, un biologo molecolare britannico nel 1988 aveva dimostrato che le nostre risposte all’ambiente determinano l’espressione dei nostri geni. Cairns prese un ceppo di batteri i cui geni non permettevano loro di produrre lattasi, l’enzima necessario per digerire lo zucchero del latte, e li mise in capsule di Petri in cui l’unico cibo presente era il latte. Con suo grande stupore, nel giro di pochi giorni, tutte le capsule erano state colonizzate dai batteri che stavano mangiando il lattosio. Il DNA batterico era cambiato in risposta all’ambiente! Questo esperimento è stato replicato molte volte e non è stata trovata una spiegazione migliore che anche gli organismi primitivi possono evolvere consapevolmente.
I geni possono essere attivati e disattivati da segnali provenienti dall’ambiente. La coscienza della cellula si trova all’interno della propria membrana. Ogni cellula del nostro corpo ha un tipo di coscienza. I geni modificano la loro espressione a seconda di ciò che sta accadendo al di fuori di esse.
Le nostre emozioni regolano la espressione genetica
I  geni cambiano espressione in risposta a fattori ambientali ed altri ricercatori hanno dimostrato che questo “ambiente” include anche i pensieri coscienti, le emozioni e le credenze inconsce. Il biologo Bruce Lipton, PhD, è una delle autorità più importanti riguardo a come le emozioni possano regolare l’espressione genetica, spiegate in modo approfondito nei suoi eccellenti libri “La biologia delle credenze“, e “Evoluzione spontanea“. Le percezioni dell’ambiente vengono interpretate secondo le nostre credenze e come tali influiscono sulla nostra biologica con un effetto positivo o negativo a seconda del tipo di credenza.
La maggior parte delle credenze sono limitanti e negative ed è per questo che è necessario un lavoro interiore di pulizia delle proprie limitazioni. Sono tantissimi ad esempio i casi di remissione spontanea da cancro e altre malattie gravi grazie alla forza della fede e alla preghiera.
Secondo alcuni anche il pensiero positivo fatto in modo corretto può portare a dei risultati. Il Dr. Bruce Lipton a riguardo dice:
“Il pensiero positivo funziona solo se le credenze nel subconscio sono in linea con esso, o se siete completamente attenti. Se siete totalmente attenti ed usate quel desiderio di essere positivi e far funzionare le cose, allora vi accorgerete quando il vostro subconscio sta facendo andare un nastro e voi potete cancellarlo. Ma se non siete attenti e pensate solo pensieri positivi, allora non state conducendo lo spettacolo. Da qui vengono i conflitti.”
Questa nuova scienza rivela che in realtà siamo un’estensione dell’ambiente che ci circonda, che comprende tutto, dai pensieri alle credenze, dalle tossine a cui siamo esposti al prendere il sole, dall’esercizio fisico a tutto ciò che si sceglie di mettere in bocca. Come il dottor Lipton è solito dire, la nuova biologia ci muove fuori dal vittimismo e ci da la padronanza sulla nostra salute.
Come la nutrizione altera l’espressione genetica
Due anni fa, uno studio condotto dal Linus Pauling Institute presso la Oregon State University è stato presentato in occasione del convegno annuale Experimental Biology. Lo studio ha dimostrato come le “modificazioni degli istoni” possono avere un impatto sull’espressione di molte malattie degenerative, che vanno dal cancro e dalle malattie cardiache al disordine bipolare e persino all’invecchiamento stesso. Secondo Rod Dashwood, docente di tossicologia e capo del Cancer Program del Linus Pauling Institut ha comunicato: “Crediamo che molte malattie che hanno alla radice un’espressione genica aberrante possono essere collegate al modo in cui il DNA è confezionato, e alle azioni di enzimi quali l’istone deacetilasi, o HDACs”.
Non più tardi di 10 anni fa, non sapevamo quasi nulla della regolazione dell’HDAC nel cancro o in altre malattie, ma oggi è una delle aree più promettenti della ricerca relativa alla salute. In poche parole, tutti noi abbiamo geni oncosoppressori, che sono in grado di bloccare le cellule tumorali. Questi geni sono presenti in ogni cellula del  corpo, ma lo sono anche le proteine chiamate istoni. Come il dottor Jean-Pierre Issa ha spiegato al M.D. Anderson Cancer Center, gli istoni possono “abbracciare” il DNA in modo così stretto da diventare “nascosto alla vista per la cellula.” Se un gene soppressore del tumore è nascosto, non può essere utilizzato, e in questo modo si spegne, consentendo alle cellule tumorali di proliferare.
Ora qui è dove entra in gioco l’epigenetica: alcuni alimenti, come i broccoli e altre verdure crocifere, aglio, cipolle contengono sostanze che agiscono come inibitori dell’istone, che essenzialmente lo bloccano, consentendo ai geni oncosoppressori di attivarli e combattere il cancro. Consumando regolarmente questi alimenti, si sostiene naturalmente la capacità del corpo di combattere i tumori.
Anche alcuni oncologi alternativi hanno toccato direttamente il meccanismo epigenetico, come ad esempio il dottor Nicholas Gonzalez, che utilizza un triplice approccio al cancro basato principalmente sulla nutrizione e la disintossicazione, e il Dr. Stanislaw Burzynski, che tratta il cancro con un approccio gene-mirato. Il suo trattamento utilizza peptidi non tossici e aminoacidi, conosciuti come antineoplastoni, che fungono da interruttori genetici che trasformano i geni tumorali in geni soppressori attivati.
Il potere di trasformazione della terapia epigenetica
Quindi la buona notizia è che si possono controllare i geni. È possibile modificarli in maniera regolare, a seconda degli alimenti che si mangiano, l’aria che si respira, e i pensieri che si formulano. Sono l’ambiente e lo stile di vita che impongono la  tendenza a esprimere la malattia, e questa nuova realizzazione si appresta a fare grandi cose nel futuro della prevenzione delle malattie – tra cui un giorno educare le persone su come combattere la malattia a livello epigenetico. Quando si verifica una malattia, la soluzione, secondo la terapia epigenetica, è semplicemente quella di “ricordare” alle cellule colpite la loro funzione sana (cambiando le istruzioni ambientali), in modo che possano tornare ad essere cellule normali. Si può cominciare a farlo da soli, molto prima di manifestare una malattia.
Conducendo uno stile di vita sano, con una nutrizione di alta qualità, l’esercizio fisico, una limitata esposizione alle tossine, e un atteggiamento mentale positivo, si incoraggiano i vostri geni ad esprimere comportamenti positivi, che combattono le malattie. Questo è ciò che fa la medicina preventiva. Più persone stanno diventando disposte ad abbracciare questa semplice e sana verità. Vale anche la pena sottolineare che gli effetti epigenetici iniziano prima della nascita.
Una ricerca epigenetica dal 2009 ha dimostrato che i feti di ratto che ricevono una cattiva nutrizione nel ventre materno diventano geneticamente predisposti ad un ambiente povero di nutrienti. Come risultato di questo adattamento genetico, i ratti tendono ad essere più piccoli. Essi sono anche a più alto rischio per una serie di problemi di salute per tutta la vita, come il diabete, il ritardo della crescita, le malattie cardiovascolari, l’obesità, e ritardi dello sviluppo neurologico. Anche in questo caso, mentre alcuni sono tentati di incolpare tali “predisposizioni” ai geni cattivi, il fattore chiave è l’alimentazione, vale a dire l’ambiente cellulare.
È inoltre possibile attivare i geni inattivi con le emozioni. Molti, se non la maggior parte, hanno cicatrici emotive; i traumi possono influenzare negativamente la salute.

lunedì 19 marzo 2018

Autostima, conoscersi e amarsi.

Autostima, credere in se stessi e tornare a vivere.

Quando parliamo di autostima parliamo della stima e della fiducia che abbiamo nei nostri confronti.
La nostra autostima però può essere influenzata da molti fattori sia caratteriali che esterni a noi.
Il concetto di sé è l'intero gruppo di elementi a cui ognuno fa riferimento per descrivere sé
stesso.
Questo concetto riguarda tutte le conoscenze sul sé, come la razza, i gusti, quello che piace o meno e il proprio nome ad esempio, oppure le credenze, i valori e la descrizione fisica.
Ad esempio:
Sono una persona che lavora molto, sono molto amica di Luca e Giacomo e mi interessa la scienza, il cinema, e la pallavolo.
Queste sono componenti del concetto di se stessi.
Possiamo quindi dire che, l'Autostima, è l'atteggiamento che ognuno di noi mostra nei propri confronti e questo comprende:
  1. L’aspetto cognitivo, ossia le opinioni che ognuno ha di sé e riguardano:  aspetto fisico, le emozioni,  vita affettiva e sociale, conoscenze, professione, moralità, raggiungimento degli obiettivi prefissati. In Generale la propria autorealizzazione.
  2. L’aspetto emotivo: Ovvero quello che proviamo nei confronti di noi stessi, ad esempio
    affetto, indifferenza, ostilità.
  3. L’aspetto comportamentale, ovvero come ci comportiamo nei nostri
    riguardi: se abbiamo rispetto, se soddisfiamo i nostri bisogni, se sappiamo creare delle condizioni soddisfacenti per noi, se curiamo la salute, ecc.

Come sono? Sono intelligente, attraente, competente, fisicamente in forma? E quanto? Un po’, molto, abbastanza? Dove posso aspettarmi il successo, e dove l’insuccesso?

Raramente ci mettiamo davanti allo specchio per porci esplicitamente domande di questo
tipo. Ma nel nostro inconscio queste domande si affacciano molto spesso e, in modo silenzioso, ricevono risposte più o meno soddisfacenti.
Quando ci succede qualcosa questo assume per noi un momento di autovalutazione, non sempre obiettivo.
Facciamo un esempio siamo promossi o bocciati a un esame:
Proviamo gioia per la promozione o dispiacere per la bocciatura, certamente ma cosa vuol dire la nostra promozione o bocciatura dal punto di vista del nostro valore?
Quanta importanza  ha nella nostra soddisfazione il fatto che abbiamo dimostrato a noi stessi di essere competenti e intelligenti o incompetenti e “stupidi”?
L’autovalutazione positiva o negativa entra in gioco anche nelle circostanze più improbabili.
Il bambino ad esempio a volte tende a pensare che i suoi genitori hanno divorziato perché lui è cattivo e li ha fatti arrabbiare, il fortunato che vince alla lotteria tende a pensare di essersi meritato la vincita, la persona lasciata dal partner si attribuisce caratteristiche che hanno responsabilità diretta con l’abbandono.
L’autostima è la “percezione personale che abbiamo di noi stessi” in un particolare periodo della nostra vita.

Le basi dell'autostima.

Quando parliamo di autostima parliamo quindi di tutti quei dettagli che costituiscono il nostro essere e la percezione che abbiamo di noi.
Vediamo in base a che cosa percepiamo la stima che abbiamo di noi
  • all’immagine che abbiamo: cioè a come ci si vede, se ci vediamo belli o brutti sia
    interiormente che esteriormente, se ci si vede affascinanti, carismatici, simpatici o
    antipatici, onesti o disonesti, in grado di riuscire o meno a realizzare un obiettivo.
  • al nostro “dialogo interno” cioè a cosa ci si dice, a cosa pensa si di sé, a cosa ci si ripete spesso
  • alle credenze o convinzioni che abbiamo su di noi. Non sempre queste convinzioni nascono direttamente dal proprio interno ma sono piuttosto il frutto di quello che negli anni ci è stato detto o dimostrato, soprattutto in ambito famigliare.

Autostima e conflitti


L’autostima è  il rapporto tra il “sé percepito” di una persona e il suo “sé ideale”: il sé percepito è equivalente al concetto di sé, alla conoscenza di quelle abilità, caratteristiche e qualità che sono presenti o assenti; mentre il sé ideale è l’immagine della persona che ci piacerebbe essere.
Quindi non è solo legato alla valutazione di sé positiva o negativa quanto alla discrepanza che c’è tra chi sono e chi vorrei o sento che dovrei essere. Una persona sperimenterà una bassa autostima se il sé percepito non riesce a raggiungere il livello del sé ideale. L’ampiezza della “discrepanza” tra come ci vediamo e come vorremmo essere è infatti un segno importante del grado in cui siamo soddisfatti di noi stessi. In altre parole l’autostima sarebbe il risultato del confronto tra successi concretamente ottenuti e corrispondenti aspettative.
Le persone infatti sviluppano un’idea di sé sulla base di come sono trattate o viste dagli altri:
“gli altri ci fanno da specchio, e noi tendiamo a vederci come loro ci vedono, a giudicarci come  loro ci giudicano”. In altre parole ciò che gli altri pensano di noi, cioè l’immagine di noi che ci rimandano, diventa pian piano ciò che noi pensiamo di noi stessi.

Autostima, le origini.

L'Autostima è un fattore dinamico che varia in base a come la persona si sente in un dato periodo della propria vita.
Nessuno nasce con la giusta autostima ma questa viene alimentata sin dai primi momenti di vita.
Quando parliamo di autostima, dobbiamo specificare che ad oggi genetica e ereditarietà hanno per quel che riguarda l'autostima un ruolo non ancora del tutto accertato.
Quello che però possiamo dire con chiarezza è che l'ambiente e le circostanze di vita sono predominanti nel grado di sviluppo dell'autostima.
Analizzando i fattori ambientali troviamo:
  • Ripetuti episodi di trascuratezza e/o abbandono. Questi possono far insorgere la sensazione di non essere “abbastanza” o di essere “carente”, e quindi di meritare in qualche modo ciò che si subisce
  • Ripetute critiche o focalizzazioni sui punti deboli, che fanno sentire inadeguati, squalificati, mai “abbastanza” per gli standard altrui.
  • Aver subito esperienze di esclusione (a scuola o in casa) che possono suscitare l’impressione di essere diversi o sbagliati
  • Appartenenza ad un particolare gruppo sociale o etnico. Questa situazione può esporre
    a discriminazione, pregiudizi ed isolamento da parte degli altri, e quindi creare un senso di diversità.
Anche alcune situazioni di vita “adulte” possono produrre un calo di autostima e dubbi sul sé. Ne fanno parte episodi di mobbing/isolamento/svalutazione sul posto di lavoro, relazioni violente, eventi traumatici e stress prolungato.

Accettazione di Sè.

Non si può amare se stessi se non si impara ad accettare anche  le proprie debolezze. Un punto debole per molte persone è l’accettazione delle emozioni negative. Il primo passo verso l’autostima è infatti l’accettazione delle emozioni, che sono modalità di conoscenza di quello che abbiamo dentro.
È molto importante anche imparare ad accettare i propri limiti, errori, debolezze e insuccessi.
Chi accetta se stesso, si riconosce come essere umano fallibile e non si meraviglia né si angoscia troppo per il fatto di sbagliare.
Quando proviamo un’emozione negativa e quando commettiamo un errore, attiviamo nella
nostra mente un dialogo interno negativo; in altre parole diciamo a noi stessi frasi del tipo: “sei un incapace... vergognati... non vali niente”
Questo linguaggio interiore abbassa irrimediabilmente la nostra autostima, perciò è necessario sostituirlo con un dialogo interno più costruttivo, evitando i giudizi globali.

La stima di sé è il contenuto più profondo della vita umana.

Autostima, cinque esercizi per migliorarla.

Esercizio 1

Scegli una musica rilassante che ti piaccia molto; siediti comodamente in poltrona e
chiudi gli occhi.
Quando sei rilassato, immagina con gli occhi della mente una sedia vuota: la sua
forma, il suo colore.
Adesso cerca di vedere l’entrata in scena di una persona che ti vuole
bene e si siede su questa sedia. Osserva con attenzione il suo volto, la sua figura, la sua
posizione.
Cosa provi nell’osservarla? Sarà senz’altro un sentimento positivo. Ora questa
persona si alza e se ne va.
Immagina di nuovo la sedia vuota: la sua forma, il suo colore.
Con l’immaginazione vedi entrare in scena te stesso.
Osserva il tuo viso, la tua figura, la tua posizione con la maggiore chiarezza possibile. Cosa provi guardando la tua immagine? È un sentimento positivo, negativo, indifferente?
Guardandoti con gli occhi dell’immaginazione, chiediti:
Ho stima di me stesso?  Mi rispetto? Mi accetto come sono? Sono soddisfatto di me stesso?
Riconosco le mie qualità e i miei successi? Mi assumo serenamente la responsabilità dei miei errori e dei miei insuccessi? Mi perdono quando sbaglio?
Ho sufficiente cura di me? Sono capace di difendere i miei diritti senza violare quelli degli altri?


Esercizio 2

Pensa ai successi che hai avuto nella tua vita e alle qualità che ti hanno permesso di
raggiungerli. Prendine nota sul tuo diario

Esercizio 3

Presta attenzione a quello che tendi a dire a te stesso durante il giorno, soprattutto
quando provi un’emozione negativa o quando commetti un errore.
Inizia a sostituire il tuo dialogo interno negativo con un altro più positivo e amorevole:
• ce la posso fare benissimo
• voglio provarci subito, mai aspettare
• anche se sono fatto così, posso cambiare
• posso farcela benissimo
• ce la metterò tutta
• sento che ci riuscirò
• se altre persone ce l’hanno fatta, ce la posso fare anch’io
• nessuno può fermarmi
• io ci provo, succeda quello che succeda
• voglio andare fino in fondo
• non voglio arrendermi mai
• anch’io posseggo tante risorse personali
• so di potercela fare, voglio dimostrarlo a me stessa/o

Esercizio 4

Ognuno di noi possiede delle qualità che lo rendono unico, speciale, inconfondibile.
Fermiamoci un attimo a riflettere su noi stessi, prendiamo un foglio di carta e iniziamo a
scrivere, riga dopo riga, tutte le qualità che crediamo di possedere. Forse all’inizio potrete
essere presi dal cosiddetto “blocco dello scrittore”, ma non temete, nel giro di poco,
riuscirete a trovare almeno una o due parole da scrivere.
Non siate modesti, per migliorare l’autostima occorre tirar fuori il meglio di noi stessi,
scandagliare nel profondo della nostra personalità, alla ricerca di quelle qualità che forse
noi consideriamo ormai comuni, un’abitudine quasi, ma che in realtà facciano la vera
differenza tra noi e gli altri

Esercizio 5

fai un elenco delle tue risorse personali:
• scrivi come può ogni tua risorsa personale, esserti utile ed efficace in ogni
situazione e ambito della tua vita.
• pensa a quei momenti della tua vita in cui hai avuto pieno successo usando una o
più di una di queste tue risorse personali realizzando ciò che volevi.
• cerca di rivivere quelle esperienze di successo che hai avuto in passato e prova a
usare nel presente le stesse risorse che hai usato in passato, la stessa
determinazione, lo stesso coraggio e la stessa sicurezza.

Allergie Primaverili e rimedi omeopatici

Non manca molto ormai all'arrivo della primavera, con lei anche le fastidiosissime allergie. Come prevenirle e curarle con l'omeopatia.

Quando parliamo di primavera per molti inizia un vero e proprio incubo.
Starnuti, occhi che si gonfiano, difficoltà respiratorie.
Le allergie primaverili sono causate prevalentemente dalla fioritura di alcune piante, graminacee, parietaria e urticacee composte.
Altre allergie sono causate da alberi come la betulla, il cipresso, il castagno, il noce, l'olivo, pioppo e tiglio.
I pollini prodotti da queste piante e alberi sono i responsabili della rinite e della congiuntivite allergica.

Come si manifestano le allergie primaverili.

Queste manifestazioni allergiche si presentano con congestione nasale, naso chiuso e che cola, lacrimazione e gonfiore degli occhi che possono diventare dolenti e arrossati, tosse stizzosa e continui starnuti. 
Ogni anno la manifestazione dei sintomi varia a secondo della fioritura delle piante e degli alberi di cui abbiamo parlato prima.
Ad esempio alcuni anni la fioritura avviene verso fine febbraio, inizio marzo. Altri anni Tra marzo e Aprile, a seconda del clima. Non si può quindi predire quando sarà il picco di allergie di anno in anno.

Allergia, allergeni e definizione.

La definizione di allergia è stata data per la prima volta nel 1906 ed è espressione del concetto di ipersensibilità di un organismo nei confronti di sostanze di varia natura, che prendono il nome di allergeni, le reazioni possono essere di tipo immediato o acuto che provocano quindi un danno localizzato mediato dal sistema immunitario.
I più comuni allergeni sono i pollini che entrano in contatto con l'organismo attraverso l'aria che si respira, altri allergeni li possiamo trovare nella polvere di casa, nel pelo degli animali, negli alimenti e in alcuni cosmetici.

Naturopatia e allergie.

Quando parliamo di naturopatia e trattamento delle allergie il primo consiglio è quello di mantenere una corretta funzionalità dell'intestino.
La Candida albicans e la sua produzione a livello intestinale è uno dei fattori di predisposizione ai disturbi allergici, infatti le proteasi acide prodotte dalla Candida sono i responsabili delle principali reazioni allergiche. 

Omeopatia

Histaminum 9 CH granuli, aiuta in caso di ostruzione con prurito nasale, e/o arrossamento delle palpebre.
Allium cepa 9 CH granuli, per rinorrea e/o lacrimazione non escoriante, rinite con naso rosso alato.
Sabadilla 9 CH granuli, in caso di rinorrea e/o lacrimazione escoriante, con prurito del velo palatino.
Euphrasia 5 CH granuli quando c'è rinite vasomotoria e congiuntivite con sensazione di sabbia negli occhi. 5 granuli 1 o 2 volte al dì, nelle fasi acute ogni 1 o 2 ore fino al miglioramento dei sintomi


Pollini omeopatizzati

Mix Graminacee - Mix Composite - Mix Urticacee - Mix Alberi - Mix Dermatofagoides utili per desensibilizzare l’organismo e ridurre la reattività individuale.
Uso: 2/3 spruzzi sublinguali una volta al dì prima dell’insorgenza dei sintomi, nelle fasi
acute fino a 3 volte al dì.

Uso locale

In caso di Congiuntivite allergica, Euphrasia 3 DH + Chamomilla 3 DH usato nella sua formulazione di Collirio.
Quando si presenta la Rinite allergica usare Mn + Cu oligoelementi in soluzione fisiologia e acqua marina, Gocce o spray nasali.

Fitoterapia
Elicriso è antistaminico antiallergico naturale.
Il Noni è un immunomodulatore, antiinfiammatirio adattogeno utile nelle rinite allergica.
La Liquirizia ha proprietà di immunomodulatore, inibitore del rilascio di istamina
Uso: Tintura madre (30-40 gocce, 2 o 3 volte al dì), o in estratto secco titolato in polveri
per capsule secondo dichiarazioni d’uso del produttore.

Gemmoterapia

Il Ribes nigrum MG 1DH  agisce a livello della corteccia surrenale stimolando la secrezione di cortisolo.
Il Fagus sylvatica MG 1DH impedisce la liberazione di istamina.
Uso: da 30 a 50 gtt 2 o 3 volte al dì.

Organoterapia

Thymuline 7 CH globuli 1 tubo dose ogni 7 giorni per 4 volte, l’ultimo dopo un mese
Muqueuse rhino-pharyngee 4 CH fiale 1 o 2 fiale sublinguale o per aerosol al dì.

Oligoterapia

Mn (Manganese), Mn Cu (Manganese e Rame), P (fosforo), oligoelementi distesici, di terreno utili anche a scopo preventivo 1 fiala sublinguale al giorno.

Sali di Shüssler

Natrum muriaticum D, Blefariti, congiuntiviti e rinofaringiti con tosse secca, somministrare 1 o 2 compresse sublinguali 2 o 3 volte al dì.
Durante il periodo primaverile per la prevenzione e la cura delle pollinosi si consiglia di
evitare alimenti che scatenano la liberazione di istamina: formaggio, birra, vino, cioccolato,
patate,aringhe, tonno, ecc. Assumere integratori alimentari antiossidanti a base di: selenio,
vitamina E, carotenoidi e flavonoidi, prima fra tutti la quercitina, che impedirebbe il rilascio
di istamina da parte dei mastociti.

Ciclo mestruale e Luna

Il ciclo mestruale e l'influenza della Luna.

La radice indoeuropea comune a molte delle lingue moderne del termine "mestruazione" è "Menes", che significa "Luna" e "Mese".
"Mestruazione" è quindi ciò che si verifica ogni mese, cioè a ogni  mutamento di Luna.
Alla rivoluzione della Luna, che si attua nell'arco di 28 giorni, corrisponde infatti il ciclo completo femminile; in analogia alle fasi lunari anche l'energia della donna cresce, risplende in tutta la sua pienezza (ovulazione) e in assenza di fecondazione, decresce.
La Luna Nuova (Nera) simboleggia la fase di "nascondimento", di solitudine, anche di morte; La Luna è celata, è racchiusa in se stessa.
Manca dal cielo, non si vede, eppure è lì; contiene in Sé i germi del nuovo ciclo.
Si tratta di una Luna Velata. Bisogna accettare l'attesa, e l'abbandono, il passaggio a una nuova fase, per quanto ci terrorizzi. Mettiamoci nell'ottica che ciò che ci terrorizza può volerci insegnare qualcosa; studiamo i simboli, e vedremo che in altre culture ciò che ci sembra mostruoso e tremendo è magari simbolo di positività.
Ricordiamo che la Luna Nera si oscura solo per tornare a splendere.
La Luna Crescente simboleggia la potenzialità che sta crescendo, e che si manifesterà nella sua pienezza, nel suo trionfo, nella Luna Piena. In questi giorni, la Luna sta crescendo sempre di più, sta dando adito alle sue energie, e i suoi sforzi la porteranno al culmine. Esattamente come noi ci impegnamo per raggiungere un obiettivo.

Cristianesimo e religioni Politeiste.

Il crescente lunare deriva da CULTURE POLITEISTE; le corna del toro, per esempio, rimandano alla luna.
Shiva ha il crescente lunare che simboleggia il trascorrere del tempo; Tengri (un Dio celeste adorato in Turchia e zone limitrofe) era rappresentato col crescente lunare, poi confluito nell'Islam.
Il crescente lunare accompagna Dee come Varahi, Lalitha, spesso anche Kali o Tara.
Nella bibbia non si associa Maria alla luna, perché la donna di apocalisse è una donna simbolica e rappresenta "il popolo di cristo ovvero la chiesa".
La Luna Piena è la fase del successo, della pienezza. Ora la Luna è completa, bellissima e compiuta in Se Stessa. La Perfezione del Suo Cerchio Perfetto, il suo essersi formata da Sé. Contiene in sé le fasi precedenti, e quelle che ancora dovranno venire.

Ciclo mestruale e fasi lunari

Come abbiamo capito, ci sentiremmo molto meglio se imparassimo a vivere le fasi del nostro ciclo in base a come ci sentiamo giorno per giorno, in correlazione alla Luna.  Possiamo sfruttare queste occasioni di meditazione e di raccoglimento in se stesse per programmare il nostro lavoro o la nostra attività in base ai cicli lunari: ci impegneremo nelle fasi di crescita e pienezza della Luna, ci concederemo riposo in quelle di nascondimento e di "caduta". Possiamo dedicarci ad attività manuali come creare gioielli o ricami argentati. Li si può offrire in dono alla Luna, esponendoli alla Sua Luce per diverse notti. Ogni fase della Luna rappresenta una fase della Donna:
se siamo stanche, affaticate, abbiamo connessione alla Luna Calante; se siamo piene di energia, euforiche, alla Luna Crescente.
Può succedere dopo aver meditato a lungo sulla Luna, che il ciclo tenda a stabilizzarsi e a coincidere proprio col ritmo lunare (novilunio o plenilunio).
Già questo permette di poter vivere "idealisticamente" il proprio ciclo e di non "viverlo a casaccio".
I cicli lunari sono connessi anche alle fasi della vita: nascita, crescita, maturità, vecchiaia/morte; si collegano anche alla vita sessuale della donna: Vergine-Madre-Matriarca.
Dobbiamo imparare a "riprogrammare" il Nostro Corpo Femminile sui cicli lunari, e non con i ritmi maschili che ci sono stati imposti.
"Alcuni popoli ritengono che il sangue sia il veicolo dell'anima, noi potremmo definirlo come il veicolo delle passioni: proprio perché caldo, rosso e in movimento possiamo considerarlo il nostro fuoco interno, un fuoco correlato strettamente alla nostra temperatura emotiva. Allo stesso modo però proprio per la sua capacità di scorrere e assumere forme diverse, il sangue ci rimanda anche all'acqua, l'altro elemento naturale cui si collega. L'espressione "acqua di fuoco" ne sintetizza i due aspetti, riportandoci per analogia al vino: nella tradizione cristiana non è forse il vino della Messa a trasformarsi nel sangue di Cristo? "

Continuando....

"All'inizio di ogni ciclo mestruale, l'utero prepara un terreno fertile, pronto ad accogliere il seme maschile; quando il seme diserta l'appuntamento, l'utero sarà costretto ad estromettere la parte di sé non fecondata, cioè l'ovulo. Quella piccola morte sembra allora ripercuotersi anche sul piano emotivo della donna, come se a essere stata buttata via
(perché inutilizzata) fosse non solo una parte dell'utero, ma una parte di lei.
La depressione pre-mestruale che colpisce molte donne, ne è una prova, rappresentando sul piano psichico lo stesso scenario di perdita che sta per svolgersi nell'utero. Ma la mestruazione non è solo questo: è anche il prorompere all'esterno dell'energia femminile che si è maturata e concretizzata all'interno dell'endometrio (la mucosa uterina)  durante il ciclo è come se l'energia femminile uscendo allo scoperto fluisse finalmente libera, manifestandosi nella pienezza delle proprie caratteristiche, tra cui, in prima fila la sessualità. [...] La cefalea che colpisce molte donne, può essere letta infatti come tentativo di auto censurare pensieri o desideri giudicati inaccettabili."

Concludendo....

Nel Matriarcato, la Grande Dea - e di riflesso, ogni donna - era onorata e venerata per le sue grotte e cavità umide e scure - l'utero della Dea - , sia per la distesa delle acque e ancora, per il ciclo mestruale delle donne stesse, che portava la Vita. Tutti elementi simbolici che il patriarcato ha distrutto, ovviamente.
Assecondiamo il nostro istinto di adattarci alla vita, riscopriamo il nostro istinto di essere, secondo natura. 

Voce del verbo Amore

Amore, una sola parola ma quante sono le immagini che si creano nella nostra testa. Aprendo il dizionario ne vediamo una definizione: ...